Mani in pasta per un nuovo futuro: a Roma si sforna la speranza!

C’è un profumo speciale che in questi giorni ha riempito l’aria della Capitale: è il profumo del riscatto, della determinazione e, ovviamente, di una pizza calda appena sfornata.

Si è concluso con grandissima emozione il progetto “Finché c’è pizza… c’è speranza! Roma”, culminato con la consegna degli attestati ufficiali da pizzaioli ai ragazzi dell’USSM (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni) di Roma. Un traguardo che non è solo un pezzo di carta, ma il simbolo di una seconda possibilità che prende forma grazie al lavoro, alla passione e alla solidarietà.

Dall’ombra del Vesuvio al cuore di Roma: le radici del progetto

Questa bellissima avventura nasce lontano da Roma, precisamente a Napoli, grazie all’intuizione e al cuore dell’Associazione Scugnizzi e del suo presidente, Antonio Franco. È lì che l’idea di usare l’arte della pizza come strumento di reinserimento sociale ha mosso i primi passi, dimostrando che un futuro diverso per i ragazzi inseriti nel circuito penale minorile non solo è possibile, ma è a portata di mano.

A portare questo modello di successo nella Capitale è stata una figura straordinaria: il maestro pizzaiolo Vincenzo Cordella.

La storia di Vincenzo è il motore pulsante di questo corso. Ex ragazzo del carcere minorile di Napoli, Vincenzo ha trovato la sua strada proprio grazie all’Associazione Scugnizzi. Oggi è un imprenditore di successo, gestore dell’apprezzatissimo locale Santa Rita a Roma. Con una generosità rara, Vincenzo ha voluto rimettersi in gioco, questa volta dall’altro lato del bancone, per insegnare il mestiere ai ragazzi dell’USSM di Roma, dimostrando loro che il passato non definisce chi sei, ma può essere il trampolino di lancio per chi deciderai di diventare.

Un lavoro di squadra: la sinergia che crea valore

Un progetto così ambizioso non si realizza da soli. Dietro ogni pizza sfornata c’è stata una straordinaria rete di supporto che ha reso possibile questo miracolo quotidiano:

  • Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, il cui supporto istituzionale è stato fondamentale per dare solidità e respiro all’iniziativa.
  • L’Associazione Arpjtetto, che ha aperto le sue porte con calore, ospitando materialmente le lezioni e offrendo ai ragazzi uno spazio sicuro e stimolante in cui imparare.
  • La Fondazione dei Santi XII Apostoli, che ha voluto fare la sua parte donando con gioia il forno professionale su cui i ragazzi si sono esercitati e hanno appreso i segreti dell’arte bianca. Un forno che, speriamo, continuerà ad accendere speranze per molto tempo.

Un grazie di cuore a tutti

Vogliamo dedicare un ringraziamento speciale a chi ha creduto in questo percorso fin dal primo giorno:

  • Ai ragazzi dell’USSM, per l’impegno, la serietà e la passione che hanno dimostrato ad ogni lezione. Avete le mani in pasta e il futuro davanti: continuate così!
  • A Vincenzo Cordella, per essere stato non solo un maestro tecnico, ma una vera guida di vita.
  • Ad Antonio Franco e all’Associazione Scugnizzi, per aver tracciato la strada.
  • Alla direzione e agli operatori dell’USSM di Roma (in particolare a Simona Sprovieri) dell’Associazione Arpjtetto, per la cura e la dedizione quotidiana (in particolare Viviana Petrucci, Francesco Montalbano e Valentina Pellone).
  • Al Dipartimento per le Politiche della Famiglia, per aver creduto nel valore sociale di questa iniziativa.

Come Fondazione dei Santi XII Apostoli, siamo orgogliosi di aver camminato al fianco di questi ragazzi e di tutte le realtà coinvolte. Perché, come ci ha insegnato questo progetto, finché c’è pizza… c’è davvero speranza!

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